07/10/2007
Nel "pacchetto Amato" nuove forme di espulsione per i comunitari. La proposta in discussione (forse) al Consiglio dei Ministri del 12 ottobre
Oggi si può limitare il diritto di cittadini dell'Unione europea a vivere in Italia solo in due situazioni: quando rappresentano un pericolo per l'ordine o la sicurezza pubblica e quando non hanno (più) i requisti previsti dalla legge per soggiornare più di tre mesi in Italia, ad esempio perché non lavorano e non hanno mezzi a sufficienza per non pesare sulle casse dello Stato. Nel primo caso è il ministro dell'Interno a impartire l'ordine di allontanamento e l'espulsione coatta scatta solo se il cittadino ue viene trovato in Italia dopo il termine che gli era stato dato per andarsene da solo. A questo tipo di espulsione si accompagna il divieto a rientrare in Italia per un determinato numero di anni. Nel secondo caso è invece il prefetto a dare il foglio di via e il cittadino Ue ha almeno un mese per lasciare l'Italia. Ma una volta uscito, niente gli vieta di tornare, dal momento che secondo la legge questo tipo di espulsione “non può prevedere un divieto di reingresso sul territorio nazionale.” Amato vuole invece modificare la normativa, passando ai prefetti la possibilità di intervenire “nei casi che riguardano la sicurezza pubblica, non in quelli che riguardano l'ordine pubblico o la sicurezza dello stato” e soltanto nei riguardi di persone che “si sono rivelate pericolose per altri cittadini, italiani e non”. Ma, ha sottolineato il ministro, dovrà “esserci una legge”, perchè “è stata una legge a dare al ministro il potere d'espulsione e quindi dovrà essere una legge a consentire lo 'spacchettamento', lo spostamento parziale del potere di espulsione dal ministro al prefetto”. La misura è prevista nel pacchetto sicurezza che Giuliano Amato porterà in consiglio dei ministri il 12 ottobre “salvo incidenti o imprevisti”, come ha precisato alcuni giorni fa da Lisbona il titolare del Viminale a margine di un meeting informale dei ministri di Giustizia e degli Affari Interni dell'Unione.
18:35
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11/09/2007
La cassazione sulla motivazione dell'ordine di allontanamento del questore
Con sentenza n. 33486 del 28 agosto 2007 la prima sezione penale della cassazione ha ritenuto adeguata la motivazione dell'ordine di allontanamento del questore che deduca l'impossibilità del trattenimento in cpt per indisponibilità dei posti (bruno martellone).
14:25
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10/09/2007
Circolare su rilascio di permesso attesa occupazione in caso di mancata instaurazione del rapporto di lavoro per indisponibilità del lavoratore
Con circolare del Ministero dell'Interno, Direzione centrale per le politiche dell'immigrazione del 20 agosto 2007, si è stabilito che possa essere rilasciato un permesso di soggiorno per "attesa occupazione allo straniero" che, entrato in Italia in forza di visto per lavoro subordinato a seguito di nulla osta ex art. 22 TU immigrazione, non abbia poi potuto instaurare il rapporto di lavoro per indisponibilità del datore di lavoro (bruno martellone)
19:40
Scritto da : brunomartellone
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